Paura



La Paura va compresa!
Esempio: se al  bambino diamo una candela, non si preoccuperà più delle ombre sulla parete perchè gli verra mostrato come farle danzare su e giù.

Il mondo  è pieno di persone che temono di rompere il guscio della presunzione, e così rimangono prigioniere.
La paura della perdita dell’io sta dietro questo, e ciò blocca completamente la crescita, la totale conquista della reale conoscenza.

La paura non appartiene alla genuina natura degli esseri umani perché la Divinità che è in noi è invincibile e immortale e se solo potessimo rendercene conto noi, figli di Dio, non avremmo paura di niente.
La paura cresce  in rapporto al possesso di beni materiali, difficili da ottenere e impossibili da conservare se non per un breve periodo.
Fanno nascere in noi un’ansia terribile e la paura di non riuscire ad afferrarle quando ci passano accanto... .

Oltre a ciò la paura delle malattie si è  estesa da avere di fatto un grande potere di farci del male, in quanto, consentendo l’accesso in noi alle cose che temiamo, ne ha in effetti facilitato l’azione.
Paure di questo tipo sono  frutto di egoismo, perché se fossimo impegnati nella cura degli altri non avremmo il tempo di preoccuparci delle malattie che potrebbero colpire noi stessi.

La paura causa di malattie:
-gioca un ruolo fondamentale nell’incremento delle malattie e la moderna scienza medica ha le sue responsabilità...
-con l’azione deprimente che esercita nella psiche, causa disarmonia nei nostri corpi fisico e magnetico e apre in questo modo la via all’invasione dei batteri.

secondo il Dr Bach  il sentimento della paura è  “la grande carceriera”.

Nelle sue sette divisioni c è “per chi vive nella paura” cinque fiori: Rock Rose per il terrore, Mimulus per le paure dei pericoli del mondo, Cherry Plum per le paure di chi ha la mente troppo affaticata e teme di perdere la ragione, Aspen per le paure imprecisate e sconosciute, Red Chestnut per chi è in ansia per gli altri.

Per il Dr Bach. ansia e paura “non fanno parte della genuina natura degli esseri umani”, intendendo con ciò che il contatto con il divino, con la nostra natura divina allontanerà automaticamente queste spiacevoli emozioni.

Invece, negli esseri umani imperfetti questi aspetti sono invece ben presenti, e la loro esistenza ha anche un aspetto adattivo, funzionale alla nostra sopravvivenza. Se non esistesse la paura che ci spinge a fuggire dal pericolo saremmo proprio nei guai! In situazioni di pericolo viene attivato un complesso meccanismo fisiologico che predispone sia la mente che il corpo ad una risposta “lotta o fuga”, in cui insieme alla paura vi è anche rabbia.
 
Spesso nel linguaggio comune utilizziamo  i termini di ansia e paura, anche se si tratta di esperienze emozionali distinte.
La paura si trasformai in un’emozione  spiacevole quando, in seguito ad un trauma, si sviluppa una reazione fobica a pensieri, sentimenti e ricordi.
Essa ha avuto una funzione adattiva nella situazione originaria, ma persiste in maniera inopportuna trasformandosi in ansia.
A volte può esistere una paura primordiale, ma più spesso la persona cerca di evitare di rivivere il dolore e l’impotenza legate all’evento traumatico.
L’ansia è una risposta a situazioni simboliche, psicologiche o sociali, e non ad un pericolo fisico immediato.
In questi casi è come se sentissimo minacciata l’integrità, coerenza e continuità del nostro sé o del nostro essere attivi. 
L’ansia che proviamo di fronte ad una richiesta, ad una prestazione che dobbiamo dare può svolgere un ruolo adattivo, spingendoci all’azione, e possiamo anche percepirla come eccitazione positiva. Essa diviene debilitante e disfunzionale quando è intensa e cronica, quando la persona anticipa costantemente dei pericoli e il ripetersi di minacce del passato.
Spesso  si tratta di un problema di fondo della persona,  non ha potuto avere quello che viene definito un “attaccamento sicuro”, quindi porterà dentro di sé questa esperienza e la rivivrà poi nelle sue relazioni. 
Risultato;  molta ansia, insicurezza, senso di vulnerabilità, timidezza, ipersensibilità, ipervigilanza ed estrema consapevolezza delle proprie manchevolezze.
In altri casi l’ansia è dovuta al tentativo della persona di evitare un’esperienza interna di rabbia, tristezza o debolezza, che viene considerata una minaccia per se stessi o per una importante relazione interpersonale.
Vincere le proprie ansie e paure è una tappa indispensabile nel cammino della consapevolezza e crescita a cui siamo chiamati.

La paura, come l’amore, può diventare un richiamo per la coscienza; si incontra l’inconscio, l’ignoto e incontrollabile restando in contatto con la paura, che eleva dal cieco panico istintuale del gregge al sagace, astuto, riverente sgomento del pastore”.

In questo  percorso è indispensabile una buona guida, che attraverso il nutrimento spirituale, l’accettazione e l’empatia faccia ritrovare alla persona le proprie capacità adattive, di autosostegno, di affermazione e riconoscimento dei propri bisogni ed emozioni.

 





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